Autore: Gildains

  • SCUOLA, RIFORMA TECNICI, FGU: INVIATA LETTERA A PRESIDENTI COMMISSIONE CULTURA E A TUTTE FORZE POLITICHE PER RINVIO ATTUAZIONE RIFORMA

    SCUOLA, RIFORMA TECNICI, FGU: INVIATA LETTERA A PRESIDENTI COMMISSIONE CULTURA E A TUTTE FORZE POLITICHE PER RINVIO ATTUAZIONE RIFORMA

    La Federazione Gilda Unams ha inviato una lettera formale al Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, On. Federico Mollicone e al Presidente della 7 Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato della Repubblica, On. Roberto Marti per richiedere il rinvio dell’attuazione della Riforma dei Tecnici e Professionali, al fine di apportare correzioni al provvedimento.

    Una richiesta dettata dal forte malcontento che ha generato nelle scuole tale riforma, per la confusione e la fretta con la quale è stata proposta e attuata.

    Nello specifico, si sottolinea il timore che tale riforma possa inficiare la qualità dell’istruzione Tecnica e Professionale con ricadute sullo sviluppo del Paese. Tra le criticità la FGU segnala, ad esempio, l’aver emanato il provvedimento con i quadri orario e le discipline dopo la conclusione delle iscrizioni alle classi prima della secondaria di secondo grado, non permettendo agli studenti di scegliere con consapevolezza i nuovi percorsi.

    Inoltre, il taglio di alcune ore a materie fondamentali come la geografia e l’italiano, porterà ad un impoverimento dell’offerta formativa oltre ad un indebolimento delle competenze di base, di comprensione del testo e di capacità critica, proprio ciò che più è utile alle nuove generazioni per gestire i cambiamenti che dovranno affrontare nel corso della vita lavorativa.

    Non solo, con la decurtazione delle ore di didattica, si assisterà ad una grave contrazione delle cattedre, creando esuberi, penalizzando i docenti specializzati e ancora peggio, si aggraverà il neo del precariato.

    “Attuare una riforma senza alcun confronto significa ancora una volta continuare a smantellare la scuola pubblica statale, ci aspettiamo una risposta da parte del governo per ridefinirne i passaggi”. E’ quanto ha dichiarato il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams Vito Carlo Castellana.

    Lo diffonde in una nota la Federazione Gilda Unams

     

     

     

  • SCUOLA, RIFORMA ISTITUTI TECNICI, GILDA: SI RIDUCE TEMPO A DISCAPITO DELLA DIDATTICA

    SCUOLA, RIFORMA ISTITUTI TECNICI, GILDA: SI RIDUCE TEMPO A DISCAPITO DELLA DIDATTICA

    E’ allarmante il nuovo assetto orario introdotto dal D.M. del 19 febbraio 2026 dal MIM, per quanto riguarda gli Istituti Tecnici. Nello specifico, la riforma riduce ulteriormente le ore dedicate allo studio della geografia, nel sistema scolastico italiano.

    “Una tendenza che ci preoccupa – dichiara il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana – ci troviamo di fronte ad uno stato “taccagno” con la scuola! A fronte di risparmi risibili rispetto al bilancio del MIM, si vuole ridurre il tempo scuola negli Istituti Tecnici, cancellando ore di Geografia, seconda lingua comunitaria e Italiano. Da vent’anni, da quando abbiamo la riforma neoliberista dell’autonomia scolastica, assistiamo ad un progressivo smantellamento della scuola pubblica statale, che però resta l’unico vero ascensore sociale e l’ultimo baluardo culturale di questo stato. La conseguenza è il costante imbarbarimento a cui assistiamo. “Cui prodest?”. Ha concluso Castellana.

    Lo diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti

  • SCUOLA, ASSEMBLEA NAZIONALE GILDA: MOBILITIAMOCI PER NON SMANTELLARE LA SCUOLA PUBBLICA STATALE

    SCUOLA, ASSEMBLEA NAZIONALE GILDA: MOBILITIAMOCI PER NON SMANTELLARE LA SCUOLA PUBBLICA STATALE

    Si è svolta lo scorso venerdì 13 marzo, presso il Centro Congressi Frentani, l’assemblea nazionale della Gilda degli Insegnanti alla presenza dei coordinatori provinciali, che, nella sua seconda parte ha visto la proiezione del docufilm “D’Istruzione Pubblica”, alla presenza del regista Mirko Melchiorre, 100 minuti che proiettano il processo di destrutturazione e lo smantellamento della scuola pubblica statale in Italia.

    L’avvio dei lavori è stato affidato al coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana, che ha evidenziato i punti principali al centro dell’agenda politico-sindacale dell’organizzazione.

    Il primo tema trattato, quello del CCNL 2022-24, firmato il 23 dicembre 2025, una firma che Castellana ha definito sofferta ma necessaria, per non rimanere fuori dai tavoli di trattativa. “Al di là del pasticcio degli arretrati – ha dichiarato – la non firma avrebbe surgelato risorse importanti. Inoltre, il contratto era scaduto il 31 dicembre del 2021 ed eravamo in ritardo di 4 anni”. Poi, in virtù del primo incontro all’Aran dello scorso 11 marzo, per il prossimo CCNL 2025-27, Castellana ha ribadito l’importanza di avere norme chiare e tutelare i diritti, che dovranno essere equiparati tra personale di ruolo e non di ruolo. Parlando invece della parte economica il coordinatore nazionale ha affermato: “Nel prossimo contratto le risorse sono già stanziate, parliamo di circa 150 euro lorde medie, un rinnovo pari a circa il 5,4%. Fino a poco fa pensavo fosse un buon contratto, in virtù dell’inflazione 2025, poi le notizie che circolano dal Medio Oriente sono terribili e le incognite sono tante. Non sono fiducioso – ha aggiunto – ma questo sistema di contrattazione non porterà mai risorse adeguate al mondo della scuola perché rimaniamo in una gabbia contrattuale. Da questo se ne esce? Occorre ripensare al contratto della scuola che va staccato dal pubblico impiego e poi chiediamo che ci sia un’area separata per la docenza e per il personale ATA. Solo così avremo il riconoscimento della nostra professionalità. I dirigenti per esempio hanno un’area separata con cui hanno raggiunto prestigio e riconoscimento economico. Per noi non è così”.

    Su Carta Docente il coordinatore nazionale ha ribadito la posizione del sindacato: “Il numero magico, i 383 euro del bonus, è offensivo e umiliante perché viene da un calcolo puramente ragionieristico. Non si sono adeguati ai contratti né all’inflazione. Avremmo preferito, come da sempre sosteniamo, che quei soldi fossero finiti direttamente nello stipendio”.

    Sulla riforma degli Istituti Tecnici, poi, ha affermato: “E’ vergognoso quello che sta accadendo. Possiamo chiamarla riforma quando si tolgono ore di insegnamento, come italiano o geografia?”. Sul 4+2 invece: “Il 4 + 2 è solo un modo per regalare ai privati la formazione e in questo modo stiamo distruggendo le generazioni future, abbandonando le materie umanistiche, che al contrario avvicinano i giovani alla sensibilità e al rispetto. Forse, oggi, piace più la Scuola dei Tiktoker”.

    Ribadendo infine, la posizione presa con il CCNI sulla mobilità 2025-28, sottoscritto nei giorni scorsi con la firma dei sindacati eccetto quella della Federazione Gilda Unams, Castellana ha sottolineato come la non firma sia un simbolo di più cose che non vanno bene. “Come organizzazione sindacali dobbiamo dare dei segnali, non possiamo essere quelli che coprono ciò che sta accadendo nel mondo della Scuola. Mobilitiamoci per non trasformare e smembrare la Scuola pubblica statale”.

    Lo diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti

  • SCUOLA, RINNOVO CCNL, FGU: OGGI ALL’ARAN PER CHIEDERE PIU’ RISORSE, STIPENDI PIU’ ALTI E CHIAREZZA IN MATERIA DI DIRITTI

    SCUOLA, RINNOVO CCNL, FGU: OGGI ALL’ARAN PER CHIEDERE PIU’ RISORSE, STIPENDI PIU’ ALTI E CHIAREZZA IN MATERIA DI DIRITTI

    Oggi il primo incontro all’ARAN per l’avvio del tavolo contrattuale che porterà alla sottoscrizione del prossimo CCNL, valido per il triennio 2025-27.

    La Federazione Gilda Unams ha ribadito la propria posizione soprattutto in materia di risorse.

    “Rimaniamo dell’idea che bisogna dare urgentemente una copertura economica ai colleghi ma siamo anche fortemente preoccupati che le risorse stanziate, che potevano sembrare più o meno adeguate fino a qualche settimana fa, adesso, dopo gli ultimi tragici eventi, risultino invece abbastanza limitate, perché non sappiamo quale sarà la spirale inflazionistica delle prossime settimane e in questo anno”. E’ il commento del coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana a margine dell’incontro.

    “Per questi motivi – dichiara Castellana – chiediamo che tutte le risorse che occorrono per ciò che ruota attorno alla scuola, devono finire in busta paga, vanno alzati gli stipendi di base, altrimenti è inutile parlare di altro. Inoltre, bisogna dare compimento a quanto sostenuto dalle sentenze, ovvero che l’anno 2013 va discusso per via contrattuale e di conseguenza va recuperato”.

    Oltre ai punti politici, il coordinatore nazionale ha sottolineato diverse perplessità e preoccupazioni sui diritti che ogni docente deve vedersi riconosciuti.

    “Tra le nostre preoccupazioni, c’è la semplificazione e la chiarezza in materia di diritti, come per esempio per quanto riguarda ferie permessi e in materia di part time, soprattutto, riteniamo fondamentale l’equiparazione dei diritti tra personale di ruolo e precario. Noi, non arretreremo di un millimetro rispetto ai diritti acquisiti, anche grazie alle battaglie della nostra organizzazione sindacale. Non è ammissibile che un contratto sia peggiorativo rispetto al precedente. Saremo imperativi – conclude – perché tutto vada a vantaggio del personale della scuola, docenti e ATA”.

    Lo diffonde in una nota la Federazione Gilda Unams

  • SCUOLA, MOBILITA’, GILDA: LA FEDERAZIONE GILDA UNAMS NON FIRMA IL CCNI, TOLTI DIRITTI DOPO AVERLI RICONOSCIUTI

    SCUOLA, MOBILITA’, GILDA: LA FEDERAZIONE GILDA UNAMS NON FIRMA IL CCNI, TOLTI DIRITTI DOPO AVERLI RICONOSCIUTI

    La FGU – Federazione Gilda UNAMS non ha sottoscritto il CCNI sulla mobilità del personale docente, educativo e ATA per il triennio 2025/2026 – 2027/2028 perché il testo definitivo introduce un grave arretramento rispetto a quanto previsto nell’ipotesi di contratto e nell’ordinanza ministeriale dell’anno precedente, sulla base delle quali si è già svolta una tornata di mobilità.

    In particolare, nell’ipotesi di CCNI e nella relativa ordinanza era stata prevista la deroga al vincolo triennale per i docenti con genitori ultrasessantacinquenni, misura che aveva rappresentato un importante strumento di tutela per il ricongiungimento familiare.

    Nel testo definitivo del contratto, invece, questa deroga viene eliminata dopo appena un anno, nonostante molti docenti abbiano fatto affidamento su quella previsione normativa, accettando l’immissione in ruolo anche lontano dalla propria residenza proprio nella prospettiva di poterne beneficiare.

    “Non è accettabile cambiare le regole dopo che migliaia di docenti hanno già preso decisioni importanti sulla base di quelle stesse regole”, dichiara Vito Carlo Castellana. “Molti insegnanti hanno accettato il ruolo lontano da casa contando sulla possibilità di utilizzare la deroga per assistere i propri genitori ultrasessantacinquenni. Cancellarla dopo un anno significa tradire un affidamento legittimo dei lavoratori”.

    A ciò si aggiunge un’ulteriore penalizzazione: la deroga legata alla presenza di figli minori viene ridotta, abbassando la soglia da 16 a 14 anni. Anche in questo caso si tratta di un arretramento evidente rispetto alle tutele precedentemente riconosciute.

    “Sulle condizioni che permettono ai docenti di conciliare lavoro e famiglia non si può arretrare, voglio ricordare che l’obbligo scolastico è previsto fino ai 16 anni e i ragazzi hanno diritto ad avere i genitori accanto in una fase così delicata della propria adolescenza.”, prosegue Castellana. “La scuola italiana ha già migliaia di insegnanti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa. Ridurre le deroghe significa aggravare ulteriormente una situazione già molto difficile”. Perché con i concorsi su base regionale, il problema della mobilità quasi sempre è all’interno della stessa regione, nonostante all’opinione pubblica si voglia far passare l’idea che ci sia una questione nord-sud.

    La Federazione prende atto dello sforzo dichiarato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito di recuperare tali deroghe nel prossimo contratto relativo alle utilizzazioni e alle assegnazioni provvisorie, che rappresenta un passaggio importante per consentire almeno in parte il ricongiungimento familiare.

    “Apprezziamo il tentativo di recuperare queste tutele nel contratto sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie”, sottolinea ancora Castellana, “ma resta il fatto che non si possono togliere diritti dopo averli riconosciuti e dopo aver già svolto una procedura di mobilità con quelle regole”.

    La FGU – Federazione Gilda UNAMS continuerà a battersi affinché nel prossimo confronto contrattuale vengano ripristinate pienamente le deroghe eliminate e garantita certezza delle regole, nel rispetto dei diritti dei docenti e delle loro famiglie.

    Lo diffonde in una nota la Federazione Gilda Unams 

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  • SCUOLA, CARTA DOCENTE, GILDA: DECURTAZIONE BONUS PENALIZZA I DOCENTI

    “Carta Docente è nata male e prosegue allo stesso modo, soprattutto a seguito della decurtazione a 383 euro. Probabilmente, sarebbe stato più utile, già nel 2017, che quelle risorse fossero andate a finire direttamente sul contratto, in quel modo, le avremmo avute pensionabili e nel frattempo aggiornate insieme ai contratti collettivi nazionali. In questo modo, invece, lo strumento si è impoverito e negli anni ha solo arricchito e foraggiato spesso gli enti di formazione. Oggi, il risultato è stato solo aver creato una guerra all’interno della categoria tra docenti di ruolo e non di ruolo, con i vari ricorsi che hanno arricchito gli avvocati e che hanno portato ad una decurtazione importante del bonus, che solo parzialmente vene compensata dai 281milioni che, a quanto pare, saranno distribuiti alle scuole per i materiali e la formazione”.

    E’ il commento del coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana a seguito dell’incontro tra sindacati e Ministero su Carta Docente.

    “Noi da sempre – continua Castellana – abbiamo una richiesta, ovvero rendere deducibili tutte le spese di formazione e di aggiornamento o per l’acquisto di libri o per tutto quello che serve agli insegnanti. Questa ci sembra l’unica strada da percorrere, al di là di inutili piattaforme o tempi di attesa che, come abbiamo visto in tutti questi anni, hanno solo penalizzato il personale docente”.

    Lo diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti

  • SCUOLA, ASSEMBLEA NAZIONALE GILDA: APERTURA TAVOLO PER CCNL 25-27, PIU’ RISORSE E REGOLE CHIARE

    Due assemblee sindacali nazionali molto partecipate quelle che si sono svolte questa mattina online della Gilda degli Insegnanti, per sensibilizzare i docenti sul rinnovo del CCNL. Tra gli interventi dei dirigenti, c’è stato poi quello del coordinatore nazionale, che ha evidenziato gli aspetti politici economici e sindacali.  

    Tra i primi punti, obiettivo prossimo della Gilda, l’apertura del tavolo di contrattazione per il CCNL valido per il triennio 2025/27, che avverrà l’11 marzo presso l’ARAN. Dopo aver ribadito i motivi alla base della firma del contratto firmato lo scorso 31 dicembre, inerente al triennio 2022/24, il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha fatto una previsione su quello futuro: “Se non avessimo firmato, avremmo congelato delle risorse importanti. Purtroppo viviamo in una gabbia contrattuale al momento, tutti i contratti futuri sono già blindati da quello che viene stabilito nella legge di Bilancio, per esempio per il prossimo, parliamo di circa 150 euro lorde medie, un rinnovo pari a circa il 5.4%. L’11 marzo faremo valere le nostre posizioni, chiederemo sempre più risorse per la Scuola e soprattutto per i docenti, anche in virtù degli ultimi tragici eventi, che hanno aumentato le incognite per quanto riguarda il tasso di inflazione”.

    Sempre con riferimento al CCNL, parlando della parte normativa, Castellana ha ricordato l’importanza di un contratto separato per avere più risorse e regole chiare: “Questo sistema di contrattazione non porterà mai risorse adeguate al mondo della scuola. Possiamo uscirne, ad esempio, pensando ad una separazione tra scuola e pubblico impiego. Chiederemo che ci sia un’area separata per la docenza e per il personale ATA, solo così avremo il riconoscimento della nostra professionalità.”

    Infine, un tema su cui la Gilda ha sempre riconosciuto criticità, è quello legato alle RSU.

    “Riteniamo – ha dichiarato Castellana – che il sistema delle RSU sia controverso e spesso poco democratico. Siamo convinti che tutto debba tornare al collegio dei docenti e che andrebbe rivista totalmente la governance della scuola. Oggi il dirigente scolastico dovrebbe solo essere un coordinatore della didattica, come accade in Francia ed eventualmente dovrebbe essere eletto dal collegio, con la premessa che le scuole devono però tornare ad avere dimensioni umane”.

    Lo diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti

  • PNRR, SCUOLA E ATA: LE NOSTRE RICHIESTE AL PARLAMENTO SUL DDL C. 2807

    Facendo seguito alla richiesta della V Commissione Bilancio della Camera sul Disegno di legge C. 2807 di conversione del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19 (PNRR e politiche di coesione), la Federazione Gilda Unams ha presentato un articolato contributo scritto sugli articoli 18 e 19, che intervengono su mobilità, formazione, organici, dimensionamento della rete scolastica e governance del PNRR.

    Siamo favorevoli agli spazi di contrattazione integrativa in materia di mobilità dei docenti dopo l’anno di prova, nonché alla proroga dell’Unità di Missione PNRR e al rafforzamento dell’assistenza tecnica a scuole ed enti locali. D’altro canto, denunciamo alcune criticità. Ad esempio l’indebolimento dei requisiti di qualità per l’accreditamento degli enti di formazione; l’introduzione di tetti rigidi alle classi e agli organici, con il rischio di comprimere l’offerta formativa e di penalizzare soprattutto i contesti più fragili; l’esclusione dal riparto delle risorse per il personale ATA nelle regioni che non hanno autonomamente adottato i piani di dimensionamento, scaricando sulle scuole le conseguenze di scelte politiche regionali; il rinvio della piena operatività delle risorse per il nuovo ordinamento ATA e i gravi ritardi nei pagamenti dei progetti PNRR già rendicontati.

    “Non possiamo accettare – afferma Vito Carlo Castellana coordinatore nazionale FGU – che il PNRR si trasformi in un’occasione mancata per la scuola. Servono regole chiare per la formazione, così come garanzie concrete sugli organici. Le scuole, soprattutto nei territori più fragili, non possono essere penalizzate da scelte centralistiche o da vincoli numerici che non tengono conto della realtà quotidiana delle istituzioni scolastiche. È indispensabile assicurare equità nell’accesso alle risorse, garantire tempi certi nei pagamenti e tutelare il personale ATA, che non può essere escluso dai finanziamenti per decisioni assunte a livello regionale”.

  • Il nuovo numero di Professione Docente di marzo 2026

    Da molto tempo la parola è un efficace mezzo di manipolazione del pensiero al servizio del potere. Oggi lo è ancora di più: i mezzi di comunicazione di massa, le varie piattaforme web e i social media interagiscono, si confrontano e si contraddicono, rendendo le “verità” — ammesso che esistano — sempre più difficili da identificare. Essere cittadini implica conoscere i meccanismi dell’informazione, individuare chi manipola i fatti e cercare di ascoltare voci diverse da quelle “ufficiali”.
     
    Anche nel mondo della scuola la manipolazione dilaga; negli ultimi anni è aumentata senza ritegno. Durante il governo Prodi si dichiarò di voler “investire sugli insegnanti” ma, omettendo la preposizione, si finì letteralmente per investire la categoria. Ne sono seguiti stipendi sempre più inadeguati e una mole insostenibile di impegni burocratici. A ciò si aggiungano le tornate contrattuali bloccate, che rendono i docenti ancora creditori di un contratto “saltato”.
     
    Si è giunti così a una razionalizzazione selvaggia: eliminazione di scuole, riduzione degli organici e sostituzioni interne. Anche quest’anno la Finanziaria ha proseguito su questa linea, preceduta da un intervento del Governo che ha soppresso istituti nelle Regioni “nemiche”.
     
    Professione Docente si occupa di questi temi, partendo dai risultati del Congresso Nazionale della FGU, con l’elezione di Vito Carlo Castellana a Coordinatore nazionale e il rinnovo degli organi statutari (Veronica De Michelis, pag. 24).
     
    Entrando nel merito della vita scolastica, affrontiamo il tema della sicurezza. Sulla proposta del Ministro Valditara di introdurre i metal detector nelle scuole risponde Vito Carlo Castellana nell’articolo La scuola non è un carcere (pag. 3). Sulle misure di razionalizzazione e sul dimensionamento scolastico riflette Gianfranco Meloni (Tutto quello che (non) avreste voluto sapere, pag. 6), mentre Gianluigi Dotti esamina le nuove norme sulle sostituzioni interne (pag. 9). Spazio anche all’importanza della musica con l’intervista di Veronica De Michelis a Domenico Ciociano (pag. 4) e un’analisi sulla personalizzazione didattica in classi numerose a cura di Giuseppe Candido (pag. 8).
     
    L’analisi si allarga poi al contesto esterno e alla natura “mercantile” dei titoli necessari per l’insegnamento. Ne scrive Antonio Massariolo in Pagare per insegnare (pag. 5), riprendendo l’allarme lanciato da Vito Carlo Castellana a Report: “Iniziamo a selezionare per reddito, non per merito”.
     
    Proseguiamo con il fallimento delle RSU, specchio del condizionamento neoliberista (Gianluigi Dotti, pag. 11) e con il docufilm D’Istruzione pubblica, che indaga le radici della crisi scolastica (Gianluigi Dotti, pag. 14). Ospitiamo inoltre la voce dissonante di Mario Morini sul middle management (pag. 10).
     
    Un pensiero riconoscente va a Lucio Russo, eminente studioso recentemente scomparso, che come Giorgio Israel si è speso contro la distruzione della scuola pubblica (Giovanni Carosotti, pag. 14). Per la rubrica Spiragli, Roberto Casati ci invita a un esame di coscienza sull’Intelligenza Artificiale (pag. 17), mentre Massimo Mirra esplora il legame tra cinema e filosofia (pag. 16).
     
    Uno sguardo alla storia: ricordiamo Piero Gobetti e la moglie Ada nel centenario della morte di lui (Piero Morpurgo, pag. 18). Per l’estero, analizziamo il sistema d’istruzione in Marocco (Marco Morini, pag. 20) e il caso danese descritto da Fabrizio Tonello (pag. 21). Infine, per i viaggi culturali, Massimo Quintiliani celebra L’Aquila come Capitale Italiana della Cultura 2026.
     
    In chiusura, Francesco Pallante illustra la materia costituzionale sull’ordinamento giurisdizionale in vista del Referendum del 22-23 marzo. Una guida essenziale per un voto consapevole, basata sul corretto sapere tecnico.
     

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