Categoria: Comunicazioni

  • Tutela della maternità: L’allattamento a rischio per il personale docente

    L’allattamento è un periodo delicato che richiede la massima tutela per la salute della madre lavoratrice e del neonato. Per il personale docente, esistono specifiche normative che consentono l’interdizione anticipata dal lavoro (interdizione post-partum o allattamento a rischio) quando le mansioni svolte sono incompatibili o potenzialmente pericolose.

    Questo articolo fornisce una guida completa sulla normativa di riferimento e sull’iter procedurale che la docente neo-mamma deve seguire.


    Riferimenti Normativi Fondamentali

    La tutela della madre lavoratrice è disciplinata principalmente dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità).

  • SCUOLA, CARTA DOCENTE, GILDA: MINISTERO IN RITARDO, PAGAMENTI ANCORA BLOCCATI

    La Gilda degli Insegnanti esprime forte preoccupazione e disappunto per i continui ritardi nella riapertura della piattaforma della Carta del Docente, che a metà ottobre risulta ancora inattiva, impedendo a centinaia di migliaia di docenti di usufruire del bonus, soprattutto, per l’aggiornamento professionale.

    “Non si può parlare di innovazione e aggiornamento – dichiara il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana – se allo stesso tempo si mettono vincoli e tagli a uno strumento che rappresenta uno dei pochi riconoscimenti concreti del lavoro docente”.

    Il disservizio si somma inoltre ai ritardi nei pagamenti delle sentenze vinte dai precari che hanno ottenuto, tramite ricorso, il riconoscimento della Carte del Docente.

    Nonostante le novità contenute nel Decreto-Legge n.127/2025, molto apprezzate dalla nostra organizzazione sindacale, prevedano l’estensione della Carta Docente anche ai precari con contratto annuale fino al 30 giugno, come da noi più volte richiesto, e l’apertura all’utilizzo del bonus per le spese di trasporto, la Gilda chiede un concreto intervento del Governo e del Ministero per garantire continuità e piena operatività della Carta.

    “E’ necessaria – conclude Castellana – la riattivazione immediata della piattaforma e il pagamento delle sentenze pendenti. I docenti italiani non possono più attendere per vedere i propri diritti rispettati e tutelati”.

    E’ quanto dichiara in una nota la Gilda degli Insegnanti

  • Riforma degli istituti tecnici: verso la scuola iperliberista

    Il governo intende velocizzare i tempi per l’approvazione dei decreti attuativi relativi alla riforma degli Istituti Tecnici. Dopo il parere critico del CSPI e le audizioni sostanzialmente critiche con le OO.SS. si vuole introdurre la riforma a partire dall’anno scolastico 2026/27 dimenticando che le iscrizioni alle classi prime degli Istituti Tecnici sono state avviate su impostazioni e quadri orari differenti. Si cerca di convincere che nulla cambia per gli studenti e i docenti e che si tratta di una semplice razionalizzazione e riorganizzazione dell’esistente senza grandi scossoni.

    Le cose sono diverse: si riorganizzano i curricoli degli istituti tecnici, strutturati in due settori, Economico e Tecnologico-ambientale, ciascuno con un’area di istruzione generale nazionale e in un’area di indirizzo flessibile, comprensiva di una eventuale area territoriale.
    Il monte ore è organizzato, così come nell’impianto vigente, in primo biennio, secondo biennio quinto anno. Ampliate le possibilità di autonomia e flessibilità per le singole scuole anche finalizzate al collegamento con il mondo del lavoro nel limite del 30 per cento del monte ore del quinto anno. Anticipata al II anno l’introduzione della formazione scuola-lavoro (ex PCTO).

    Si riscontrano criticità diffuse nell’impostazione delle discipline che dovrebbero essere contaminate dall’introduzione delle UDA con la compresenza di due o più aree disciplinari. In ogni quadro orario spicca l’aumento esponenziale dell’area di indirizzo flessibile, con particolare riferimento all’ultimo anno, curvato non solo sulla specificità dell’indirizzo ma anche in diretto rapporto con le esigenze produttive del territorio. Non a caso l’ex PCTO inizia a partire dal secondo anno.